Perù, memories to hold on

“La prossima estate vorrei andare in Perù… che itinerario hai fatto tu? Hai consigli su cosa vedere assolutamente e cosa invece si può evitare?”
Ultimamente mi sta capitando sempre più spesso di dover rispondere a queste domande, apparentemente semplici ma nella realtà per nulla facili!
Ecco dunque, per fare ordine nella mia testa e poter dare a voi buoni suggerimenti, alcune delle esperienze al cui solo ricordo il mio cuore si riempie di pace e che, assolutamente, non dovete farvi mancare!
1. Il trekking sulla montagna Vinicunca, più comunemente chiamata Rainbow Mountain o Montana de siete colores.
A giudicare da quello che si legge in giro, sembra un’impresa difficilissima e per la quale serve una preparazione da alpinisti. Nella realtà, ho 29 anni e sono una ragazza assolutamente normale, sportiva sì, ma niente di eccessivo, e non ho patito affatto questo trekking. Dicono però sia una questione soggettiva quindi, contando che si è a 5000 metri di altitudine se vi sentite più sicuri prendendo il Diamox, la famosa medicina contro il mal di montagna, nessuno ve lo vieta e sicuramente vi farà stare più tranquilli. Io non ho preso nulla, ho fatto una buona colazione ricca di carboidrati, manzanille verdi e mate de coca e sono salita tranquillamente. Il mio motore è stato senza dubbio l’entusiasmo: amo immensamente la montagna in tutte le sue forme e l’idea di camminare a quella altitudine e in posti così magici mi ha dato la carica necessaria per arrivare in cima! Due orette scarse, con la possibilità di prendere il cavallo a qualsiasi punto della salita se qualcuno non se la sentisse di farla affidandosi solamente alle proprie gambe, clima freddo anche se molto variabile a seconda delle giornate, panorama surreale.
Guai a chi se lo perde!
Ghiacciaio dell’Ausangate

Rainbow Mountain


2. La visita al Machu Picchu. Potrei non aggiungere altro ma sarebbe riduttivo. Il Machu Picchu non è come ce lo si aspetta. Anche io pensavo di vedere qualcosa che già conoscevo, di ritrovarmi all’interno della solita cartolina e, in effetti, le mie foto riportano quello. Ma nella realtà non è così, è molto di più. Vedere per credere, andare per credere. Il consiglio è quello di arrivare prima dell’alba e aspettare il sorgere del sole seduti sul bordo delle rovine. Prendete il pullmino da Aguas Caliente (il primo parte alle 5,30 ma vi consiglio di non mettervi in coda dopo le 3,00 di notte) oppure salite a piedi (è lunga, valutate bene in base al vostro allenamento!) e poi godetevi tutto quello che vi aspetta!
Alcune info pratiche: all’interno del sito si ha il veto di mangiare, bere, andare in bagno, saltare, usare i bastoni dei selfie, sedersi con le gambe penzoloni, togliersi le scarpe… insomma, sentirete spesso il suono dei fischietti perchè gli addetti alla sicurezza sono disseminati ovunque!
Non vi preoccupate invece per la quantità di gente… il sito è talmente immenso che non vi accorgerete nemmeno che con voi ci saranno altre 2500 persone a visitarlo!!!

Machu Picchu all’alba
3. La notte sul Lago Titicaca ospiti dalle famiglie locali. E non parlo delle Islas Flotantes degli Uros, quelle ormai sono turistiche e molto sopravvalutate. Io parlo di Taquile, o Amantani, dove sono stata io. Lì sì che si respira aria di Perù, quello vero. Dove i locali che ti ospitano a casa loro non hanno null’altro da darti se non un letto. Niente elettricità, niente riscaldamento, un bagno in giardino se ti va bene e una porta di lamiera che si chiude a malapena. Non parlano la tua lingua e nemmeno lo spagnolo, solo dialetto Quechua. Sono vegetariani (ad Amantani), mangiano tuberi sconosciuti e minestre di quinoa e indossano sempre il cappello e calzamaglie pesanti per il freddo tagliente. Ma i loro sorrisi sono qualcosa che rimane impresso. La loro accoglienza e la loro generosità totalmente gratuita sono qualità a cui noi, educati e perbenisti, non siamo abituati. E’ tradizione, cultura, Fede nella terra e nella natura. Se state ad Amantani non potete poi non salire sulla Pachamama, la cima dell’isola (sono solo 400 metri di dislivello, ma contate che siete sempre oltre i 4000 metri di altitudine!), stringere nelle mani una pietra e fare tre giri intorno al loro ‘tempio’, e poi chiedere alla Pachamama quello che sentite nel cuore. Voi stessi e nessun altro. Fino ad aspettare il tramonto da lassù e poi tornare al villaggio nel buio impenetrabile di un cielo puntinato di stelle.
La notte al freddo, dove le loro spesse coperte d’alpaca e tutti i tuoi vestiti non bastano a tenerti caldo, l’alba sul lago più alto del mondo, il vento che ti scompiglia i capelli, la stellata senza eguali… un’esperienza unica.
Andate, andate e andate. Non ne rimarrete delusi.
Tramonto dalla Pachamama, Amantani
Taquile
Di esperienze che racconterei ce ne sono ancora molte. L’oasi di Huacachina, per esempio, o il Canyon del Colca, posti in cui, oltre che vedere qualcosa di unico, potrete dare ampio sfogo al vostro desiderio di sport (cosa necessaria se siete come me!): trekking o zip-line nel canyon, bagni nelle sorgenti termali, sandboarding sulle dune del deserto, tramonto di fronte all’oasi. Esperienze a loro volta magiche e uniche. Oppure la valle sacra intorno a Cuzco, con le sue rovine. O le salineras de Maras, dove anche d’inverno sarete sorpresi da un caldo a cui non siete abituati.

Ma di tutto questo, magari, ve ne parlerò un’altra volta… troppi ricordi insieme cominciano a portare un po’ di nostalgia!

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