Paris: come innamorarsi in due settimane…

C’è chi dice che certe cose capitano solo nei film. 
C’è chi dice che alcune emozioni si possano provare solo sognando.
Altri ancora pensano che non esistano storie a lieto fine, perchè in fondo la realtà è sempre diversa da quello che la nostra mente vorrebbe immaginare. 
 
A tutti questi semplicemente consiglio Parigi, la città in cui tutto può succedere. 
Perchè niente e nessuno può impedirti di innamorarti, nemmeno tu.
L’amore accade e basta. L’amore non si sceglie, capita. 
 
Per questo vi dico, partite, e anche se ci siete già stati, non abbiate paura a dire, “torno”. Parigi non va visitata e basta, Parigi va vissuta. Una, due, tre volte… non c’è limite alle emozioni, non si è mai giunti al termine di qualcosa. 
E se siete da soli, single convinti o disperati, cuori spezzati o un po’ troppo duri… non importa, perchè Parigi è fatta per innamorarsi, di un’altra persona o di se stessi, questo non fa differenza. 
 
Perchè Parigi è magia, sogno, qualcosa di cui non puoi più fare a meno. Parigi è un viaggio oltre se stessi, verso quella parte di noi che pensiamo di conoscere ma che ancora non conosciamo. 
 
Parigi è guardare Notre Dame e  sentirsi dentro un cartone, immaginando di veder comparire il Gobbo tra un doccione e l’altro.
È sedersi sulla scalinata davanti al Sacre Coeur, guardare la città sotto di te e assaporare il profumo delle crêpe che arriva dai vicoli nascosti di Montmartre.
Parigi è fare colazione in uno dei cafè accanto al ponte che collega l’Ile de la Cité a l’Ile di Saint Louis lasciandosi incantare dai musicisti che suonano, dai turisti che passeggiano, dai camerieri che appoggiati ai lampioni, una mano dietro la schiena e una sotto il vassoio, ti aspettano per rivolgerti un sorriso. 
Parigi è andare al Louvre e fermarsi venti minuti davanti ad Amore e Psiche di Canova, noncuranti delle centinaia di turisti che vogliono solo fare una foto, ma semplicemente e totalmente rapiti dall’ intensità dello sguardo che i due innamorati si scambiano.
Parigi è sedersi in uno dei Cafè dei Jardin du Luxembourg, ordinare un caffè o un bicchiere di champagne e rilassarsi davanti ad un buon libro o allo spettacolo sempre diverso dei Parigini che camminano, che chiacchierano seduti al tavolino vicino al tuo, o che osservano les enfants giocare con le loro barchette dentro la fontana centrale. 
 
Parigi è scegliere di prendersi un momento per sè. 
È decidere di spendere qualche euro in più per un caffè in cambio della tua serenità. 
Parigi è magia. Qualcosa che fino ad allora non pensavi potesse esistere nel mondo reale.
Parigi è amore, finezza, eleganza all’ennesima potenza. 
Parigi è sorprendersi incantati davanti alla naturalezza di un gesto romantico o semplicemente gentile. 

Parigi sono le parole francesi sussurrate all’orecchio di due innamorati. 

Parigi è il lampone che galleggia nel tuo bicchiere di champagne, è il profumo dei pains au chocolat che arriva dalla boulangerie, è la rosa bianca che inaspettatamente un cameriere ti poggia sul libro.
Parigi è l’insieme dei tuoi sorrisi. 
Parigi è quella città in cui non può esiste un’esperienza  uguale ad un’altra. Parigi è la città di ognuno di noi. 
 
Scriverò altri post sulla città, ricchi di riferimenti pratici e consigli utili, ma questo è quello che deve bastare: andate a Parigi e scrivete la vostra storia. Per una volta non fatevi guidare solo da quello che vi dice la guida, ma lasciatevi trasportare da quello che vi chiede il cuore. Fate il vostro viaggio, trovate i vostri posti, gustate le vostre emozioni più nuove, lasciatevi incantare dall’inaspettato.
Solo così potrete dire di aver vissuto Parigi. Solo così vi innamorerete nel giro di una o al massimo due settimane. Ve lo assicuro. 

4 pensieri su “Paris: come innamorarsi in due settimane…

  1. Amo tantissimo Amore e Psiche… Diceva un celebre film…

    “Ilsa: You're saying this only to make me go.
    Rick: I'm saying it because it's true. Inside of us, we both know you belong with Victor. You're part of his work, the thing that keeps him going. If that plane leaves the ground and you're not with him, you'll regret it. Maybe not today. Maybe not tomorrow, but soon and for the rest of your life.
    Ilsa: But what about us?
    Rick: We'll always have Paris.”…

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  2. Parigi è la mia Parigi, condivido molte delle cose che hai scritto e mi sembra di tornarci a passeggiare..
    Parigi è nell'aria, quell'atmosfera bohemien che mi fa impazzire.
    Parigi è fare colazione nel dehor di una cafeteria, con le sedie anni '30 e foto di etoile del passato appese alle pareti. Parigi è guardare dalla finestra il pittore che dipinge nella piazzetta, al tramonto.
    Parigi è il ciottolato delle strade, i negozi di gioielli, le carte, gli album, le cartoline, i diari, le bancarelle del mercato e i quadri esposti dagli artisti sulle vie di tutta la città.
    Parigi è il profumo di cose buone nel quartiere latino, è il prato sotto il Sacre Coeur, Parigi sono i tavolini di ferro battuto nelle piazze, il vino, l'erre moscia.
    Parigi è sentire una musica che arriva da un vecchio negozio di dischi, entrare e scoprire che proviene da un grammofono.
    Parigi è nell'antiquariato, nel vintage, nel demodè. Parigi è nei libri, nella scrittura, nei decori, Parigi è liberty, è art nouveau.
    Parigi è nei croissant, nelle crepes, nei dolci. Parigi è comprare una baguette ogni mattina. Parigi è nell'arte del Louvre che farebbe appassionare chiunque.
    Parigi è all'ingresso del Metrò.
    Parigi è nello stile delle parigine, Parigi è dandy, è freak, è indie, è hipster.. Parigi è degli artisti di strada. Parigi è orgogliosa, Parigi è raffinata, è grazia, è charme.
    Parigi è nel caos della Rotonda del Arc de Triomphe, nella Pigalle che non sa di volgare. Parigi è Amelie, é Gare de Lyon, Trocadero, le fontane di Place de la Concorde.
    Parigi è al Printemps e nella cupola delle Galeries Lafayette.
    Parigi ha un gusto suo, un profumo suo, sa di nostalgico, sa di passato.
    Parigi è il caffè au lait, è nei bistrot, Parigi non ha fretta, non va di corsa.
    Parigi è trovarsi al momento giusto sulle torri di Notre Dame, toccare Emmanuel e guardare la piazza quadrata sotto di te, mentre alle tue spalle esplode il suono delle campane, con a fianco un gargoyle appoggiato come te.

    Parigi è tanto altro, è tutto, è troppo.
    Troppo per non tornarci e tanto da vivere insieme in un'altra avventura.

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