Surf Week: l’esperienza da fare!

Sei una persona dinamica e sempre in cerca di nuove esperienze?
Fatichi a stare fermo nello stesso posto per più di qualche ora?
Vuoi conoscere gente nuova, vivere a 360 gradi la tua vita senza timore di sbagliare qualcosa, non vedi l’ora di conoscere quella parte di te che non ti aspetti?
Ecco, Surf Week è la vacanza che fa per te!

Cos’è Surf Week?
Per prima cosa ti consiglio di andare a dare un’occhiata al sito… http://www.surfweek.it/
Probabilmente semplicemente navigando tra una foto e l’altra ti verrà voglia di partire, ma se così non fosse… Parti lo stesso!
Io, ad esempio, sono una persona estremamente scettica in materia di vacanze, abituata a viaggiare per conto mio e seguendo le regole che solo io mi do, amante delle scelte dell’ultimo minuto e delle sensazioni e decisioni prese sul momento.
Ecco, per me prenotare questa vacanza con tre mesi di anticipo è stato qualcosa totalmente al di fuori delle mie corde. Eppure l’ho fatto, principalmente per curiosità, attirata dall’affermazione che mi aveva rivolto Ale (uno dei responsabili) mesi prima quando, davanti a un bicchiere di vino, mi aveva detto “tu sei esattamente il tipo di persona a cui si rivolgono le Surf Week che organizziamo”. Il suo sorriso era magnetico nel dirlo e talmente contagioso che mi sono fidata. Ero curiosa di scoprire se aveva ragione o se era solo molto abile a vendere quello che aveva. Una scommessa.

Così, senza sapere nulla, semplicemente ascoltando quello che mi diceva la mia pancia, ho prenotato.
E ho fatto bene.
Per tre motivi essenzialmente.

Il primo è che ho fatto la scelta del van, partendo dall’Italia con sette sconosciuti (solo per i primi minuti di viaggio!) e condividendo con loro il viaggio di andata e di ritorno su un van che in poco tempo è diventato casa nostra, fermandoci a Moliet e Hossegor in Francia, a Porto e Nazarè in Portogallo e a San Sebastian e Somo in Spagna. Esperienza unica e splendida della quale ho però già a lungo parlato (Eight people and a van: la vacanza che ti salva.) anche se non mi stancherei mai!

Il secondo motivo è la bellezza degli incontri che si fanno.
Non semplicemente i tuoi compagni di viaggio, insostituibili, o i ragazzi che incontri direttamente là e che non faticano ad entrare nel gruppo di folli che siete voi, ma anche i responsabili. Essendo di Torino avevo avuto già modo di conoscerli prima della partenza e di frequentarli per qualche mese, ma condividere anche con loro la mia settimana a Peniche è stato molto bello! Persone splendide che fanno il loro lavoro con entusiasmo, passione e il sorriso sempre sulle labbra e che ci tengono davvero a fare in modo che tu possa sentirti a tuo agio e provare emozioni forti ed autentiche!
Per non parlare dei locali, proprietari delle surfhouse, istruttori… persone speciali che nascondono storie fantastiche e che ti fanno brillare gli occhi se chiedi loro di raccontartele. Penso che ritornerei tranquillamente a Peniche, Somo e Moliet semplicemente per nutrirmi dei loro sorrisi e del loro amore per la vita. Persone che hanno avuto il coraggio di seguire i propri sogni, ragazzi con i quali sono riuscita a condividere l’entusiasmo delle piccole cose, la passione per la vita.

Ed infine, ma non per ultimo, il surf. Quello sport che amavi guardare con gli occhi sognanti quando eri piccola sulla spiaggia vicino a casa, quello stesso al quale ti eri avvicinata qualche mese fa ma che adesso, sulle prime piccole onde che prendi in Portogallo ti regala emozioni forti. In modo particolare per il significato che sta dietro a quello che, apparentemente, è uno sport come tanti. L’attesa, il saper aspettare l’onda perfetta per poi prenderla e sentire come la sua energia diventa la tua. Una bellissima metafora della vita. La pazienza, l’attesa dell’onda giusta, la forza, la volontà di non mollare di fronte a tutte quelle onde che al posto di portarti in alto ti tirano giù, la voglia di riprovarci ancora, e ancora.
La sensazione di lasciarti cullare dall’acqua, di lasciarsi trasportare dall’onda… ma soprattutto, quel momento in cui, dopo esserti allontanata dal gruppo, al largo, semplicemente per guardare il mare, riesci a prendere quell’onda verde che tanto aspettavi, e lo vedi negli occhi felici del maestro che a riva ti aspetta per battere il suo cinque contro il tuo.

Momenti, emozioni, sorrisi che hanno lasciato un segno indelebile.
Un tramonto arancione che si muove tra i riflessi dell’acqua, un brivido che ti attraversa la schiena mentre stai aspettando la tua prima onda dell’alba.
Emozioni.
Qualcosa che vale tutta la fatica fatta.

Grazie Peniche.
Grazie Bukubaki
Grazie Surfweek.

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