Berlino: quando il capodanno arriva come un giorno qualsiasi!

Hai organizzato il viaggio ad ottobre. Non è mai successo che tu prenotassi una vacanza con quasi tre mesi di anticipo. Eppure quest’anno l’hai fatto, e sai anche il motivo. 
Ti piace chiamarla ansia da capodanno, quella che già sai che ti faranno venire amici, conoscenti e parenti dall’inizio di Dicembre in poi. 
Sai già dove passerai capodanno? Allora, che farai a capodanno? Già deciso come cominciare l’anno nuovo? Noi andiamo là, vuoi venire? Che fai? Cosa hai deciso? Allora, quando pensi di decidere?
Via, evadere al più presto da tutto questo, scappare, fuggire. Non importa dove, l’importante è andarsene, trovare la risposta che blocchi all’origine tutte le altre domande, farsi trovare preparati, evitarsi stupide e inutili ansie. 
Perchè in fondo, chi l’ha detto che a capodanno bisogna per forza sballarsi, ubriacarsi, fare l’alba? Chi l’ha detto che capodanno va a tutti costi festeggiato? 

E così, senza pensarci troppo, Berlino. 
Una valigia, due amiche e si parte. Zero previsioni, una guida in borsa ricevuta due giorni prima di partire e non ancora aperta, e tanta voglia di lasciarsi stupire. Forse l’unico ingrediente davvero necessario per poter affrontare un viaggio. 

Tre giorni come trottole, passando da un quartiere all’altro, scendendo da una metro e salendo su un’altra, camminando lungo vie di cui difficilmente riusciamo a ricordarci i nomi, sfregandoci le mani per non patire troppo il freddo, guardando, fotografando, assaporando un’aria a cui non siamo abituate, e catturando ogni particolare, ogni scorcio, ogni attimo e istante vissuto. 
E poi tre giorni più tranquilli, dove finalmente riusciamo a vivere la città, camminando in quartieri che giorno dopo giorno diventano sempre più conosciuti, prendendo metro che sembrano portarci a casa nostra, sedendoci nei bar a chiacchierare senza preoccuparci del tempo che passa o delle cose che dobbiamo ancora vedere. 

E così arriva anche la notte di Capodanno, ma senza bussare. Arriva e finisce così come è iniziata, senza trascinare con sè ansie e preoccupazioni e senza lasciarsi dietro amarezza, dubbi o pensieri. Arriva e basta.  
Una cena in un appartamento piccolo ma nel quale l’ospitalità si fa sentire, osservare la gente correre per strada e fissare un cielo nero che si illumina di tutti i colori… e poi di colpo ritrovarsi su una metro, direzione Porta di Brandeburgo. Ridere, scherzare, ballare e senza accorgersene far arrivare le 6.30 prima di tornare in ostello. 
Il giorno dopo è un giorno come gli altri, quello dopo anche. Si visita, si gira per la città, ci si ferma nei negozi, si esce la sera e si fa tardi. 

Solo dopo tre giorni, quando al nostro rientro le domande di amici e parenti si focalizzano sulla fatidica sera del 31, ci rendiamo conto di essere nell’anno nuovo. Capodanno è arrivato, l’abbiamo vissuto ed è passato. Un giorno come un altro, se non fosse per qualche petardo o fuoco d’artificio di troppo. 
Forse, proprio per questo, uno dei capodanni più belli mai vissuti: un giorno di vacanza in una città come in un’altra. Anzi no, a Berlino!


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