Vita: riflessioni di una ventottene

La Vita è il miracolo più strano che si possa vivere.
Il periodo migliore è sicuramente l’infanzia. Solamente presente, amicizie che sappiamo che dureranno in futuro ma delle quali non ci preoccupereremo se finiranno. Perché tanto ce ne faremo delle altre. Presente e basta. Libertà di non avere pensieri. Mamma e papà i nostri eroi indiscussi. Piccole certezze che ci rendono forti come leoni.
Poi viene l’adolescenza e allora il presente non ci importa più nulla, abbiamo bisogno di crescere, di diventare adulti, maggiorenni, di andarcene di casa e di assaporare la libertà, “quella vera” diciamo. Perché giocare e addormentarsi nel mondo della fantasia non fa già più per noi. Noi, convinti che la vita sia bella solo da adulti, in quel mondo dove non c’è posto per la fantasia, quella “cosa” che ci piaceva quando eravamo piccoli, bambini. Noi, che non crediamo più così tanto in quegli eroi indiscussi dell’infanzia, perchè siamo convinti di avere in mano e di saper utilizzare da soli gli strumenti per affrontare la nostra vita.
Noi, convinti solo di noi stessi e di quello che, momentaneamente, vogliamo raggiungere a tutti i costi.
Così cresciamo, sperando che il tempo passi velocissimo e ci porti in fretta quei tanto desiderati diciotto anni, quella tanto agognata maturità.
Cresciamo e in un battito di ciglia siamo ragazzi, persone quasi adulte responsabili delle proprie azioni. E finalmente siamo soddisfatti. Ci sentiamo arrivati, magari facciamo l’università e abbiamo tutto il tempo per viaggiare e divertirci. Organizziamo feste, facciamo pazzie, viviamo avventure… Con l’unica consapevolezza che tanto non dobbiamo fare nulla se non badare a noi stessi divertendoci. Finalmente.
Poi, come se niente fosse, ci accorgiamo che un nostro amico lavora, e poi anche un nostro coetaneo, e poi un altro… E noi? E tu? Loro iniziano a guadagnare, vanno a vivere da soli… E tu un po’ li invidi. E incominci a renderti conto che il “noi” che hai usato fino a quel momento probabilmente non potrà durare in eterno, e che forse anche tu dovresti cominciare a lavorare e prendere la vita un po’ più sul serio. Forse dovresti diventare adulto. Ecco, solo allora inizi ad intuire il significato di quella parola tanto ambita fino a pochi anni prima.
E così, come se niente fosse, anche tu diventi adulto, trovi un lavoro e vai a vivere da solo, finché ti accorgi che quella situazione che avevi tanto desiderato ha delle zone d’ombra di cui non avevi mai fatto caso. Devi mantenerti, devi rispettare gli orari del tuo lavoro e le responsabilità alle quali il tuo mestiere ti mette di fronte. Insomma, non è poi così ‘godurioso’ come te lo eri immaginato. Inoltre sia tu che i tuoi amici siete tutti nella stessa situazione e vedersi diventa sempre più complicato.. Ma soprattutto incomincia a venirti il dubbio che non ti riuscirai più a divertire come una volta, che quando si era più piccoli si avevano meno pensieri, che tutto sommato mamma e papà erano abbastanza bravi nella loro veste di eroi e che, insomma, si stava meglio quando si stava peggio.
Ma ti rimbocchi le maniche e…
Un amico si sposa, poi un altro, e poi un altro ancora. E poi arrivano i figli. E allora tu incominci a chiederti cosa ti sei perso e quando NOI abbiamo deciso di vivere così in fretta. Ti guardi alle spalle: c’è forse un bivio che hai mancato? Quell’uscita dell’autostrada che i tuoi amici hanno preso senza avvisarti?
Aspetta la prossima e poi, in un modo o nell’altro, li raggiungerai. O forse no. Forse è proprio come dicevano i prof del liceo: ognuno troverà la sua strada in futuro. Ed eccoci qui, a cercare la nostra di strada. Sbarcati nel futuro senza accorgercene. Soli con la nostra vita in mano, e consapevoli che tanto, anche quando ci sentiremo realizzati in quel futuro diventato presente, continueremo a guardare le vite degli altri e non saremo mai pienamente soddisfatti della nostra. Perché la vita è proprio questo. E perché se siamo arrivati fino a qui è proprio perché abbiamo sempre voluto di più, mai veramente soddisfatti di quello che avevamo.
E allora come si fa? Come facciamo a vivere per davvero la nostra vita senza preoccuparci di confrontarla con quella degli altri? Come facciamo a non  desiderare le cose prima del tempo? Ma soprattutto, come facciamo a capire quando è il tempo?

Io dico che dobbiamo ripartire dai bambini. Imparare da loro. Non preoccuparci del tempo e avere fede che andrà tutto bene. Essere entusiasti, essere grati. Vivere ogni secondo intensamente e costruire quanti più ricordi riusciamo a mettere nella nostra valigia.
Perché in fondo la Vita è il dono più bello che ci è stato fatto, e io non voglio perdermene nemmeno un istante!

Buona Vita!



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