Marocco, nothing else

Marocco.

Siamo a gennaio e in Italia, dalle foto che i miei amici mi mandano, fa molto freddo.
Qui invece sembra estate.
Ma non è questo il motivo per cui ho scelto il Marocco.
Sono venuta qui, con un gruppo di quasi solo sconosciuti, per una sola ragione: il surf.
E invece, come sempre, il mio cuore viene catturato da qualcosa di molto più grande. Primi fra tutti i sorrisi che mi invadono gli occhi. E sono tanti. Denti bianchi, pelle scura, capelli ricci e bruciati dal sole e occhi ridenti. Sempre.

E in poche ore mi rendo conto che sarà proprio quella quotidianità la cosa che una volta tornata a casa mi mancherà maggiormente.
E non mi sbaglio.
Nostalgia.
Nostalgia delle persone conosciute, delle loro risate, della loro spontaneità nel fare ogni cosa, delle usanze e delle tradizioni locali che ho imparato in così poco tempo.
Nostalgia di ogni canzone ascoltata e di ogni momento vissuto, dalla colazione al mattino sulla terrazza, al tramonto sulla spiaggia con colori ogni volta diversi.
E poi nostalgia del mare, delle spiagge infinite, delle onde.

Nostalgia di quella quotidianità.
Arrivare in spiaggia al mattino, prendere la tavola, indossare quella muta stretta e che già sai che non ti riuscirà a proteggere totalmente dalle correnti gelide dell’oceano e buttarsi in acqua. Freddo, fatica, sale in bocca, sabbia ovunque. Sensazioni che però passano in fretta perchè in un attimo raggiungi la line up. E allora ti dimentichi di tutto il resto. Seduta sulla tua tavola ti guardi intorno: siete soli, tu e il mare. Sotto un sole fortissimo. Finalmente senti il tuo cuore battere la stessa musica delle onde, vanno a tempo. E, forse piena di tutti quegli sguardi, forse consapevole di quello che vuoi, ti carichi.
Ed è un attimo.
Senza capire come nè perché… stai volando. Alla tua sinistra solo una parete verde, quella parete che tanto hai sognato, che tanto hai aspettato.
Ecco, quella sensazione vale tutta la fatica fatta, il freddo, il male alle braccia, la stanchezza.
Un po’ come quando la vita all’improvviso ti mette sotto i piedi uno scivolo per correre più velocemente verso la tua meta. Inaspettato. Bellissimo.
Ecco. Non mi stancherò mai di dirlo.
A questo serve viaggiare. A creare emozioni.
Ad alimentare il nostro cuore e i nostri occhi con quanta più bellezza si riesca a fare entrare.
E non esiste modo migliore se non questo.
Solo così tutta quella nostalgia trova un senso, solo creando emozioni ogni volta diverse, ogni volta nuove, potremo tornare a casa con una valigia piena di ricordi, sensazioni ma soprattutto vita.
La nostalgia non vale nulla se non porta con sè la consapevolezza di come le esperienze vissute ci hanno fatto crescere, ricordatelo sempre.

Per questo vi scrivo oggi. Non vi limitate a leggere le mie emozioni. Prendete in mano il coraggio e andate a vivere le vostre. Fate esperienze, create ricordi, costruite consapevolezza.
L’importante è partire vuoti e pronti a lasciarvi stupire.
Ma fatelo. Prendete in mano la vostra tavola e buttatevi. Trasformate ciò che avete sempre sognato in realtà, senza paura. Diventate consapevoli di voi stessi, delle vostre potenzialità, dei vostri desideri. Il coraggio sta proprio là, vi aspetta di fronte alla porta della paura con uno scivolo in mano. Aspetta solo che siate voi a fare il primo passo. E allora… che cosa aspettate?

Buon viaggio esploratori!

Grazie Surfweek perchè, come sempre, hai permesso tutto questo. ❤
Grazie Salt Surf, per i vostri sorrisi.

 

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