Myanmar: semplici consigli per grandi esperienze

Poco più di un anno fa tornavo da un viaggio di un mese nel sud est asiatico.
Fare ordine nei pensieri, nei ricordi, nelle emozioni e soprattutto nelle foto è stato lungo e ancora non sono giunta al termine… ma penso che incominciare a scriverne possa aiutarmi!

Questa volta in particolare vi voglio raccontare il mio Myanmar (anche noto come Birmania), perchè mi ha rapito totalmente, e lo farò dandovi alcuni semplici, ma a mio avviso utili, consigli!

Mandalay: premetto che mi sono innamorata di questa città a partire dal tragitto in taxi dall’aeroporto al centro, ma cercherò comunque di non dilungarmi troppo!

  • Fermatevi due o tre giorni, in modo da avere la possibilità di vedere almeno due tramonti: uno sull’U Bein Bridge e uno dalla Collina di Mandalay (per questa partite con anticipo e ricordate di portare con voi alcune salviette… come in molti templi, anche qui è obbligatorio togliersi calze e scarpe e per terra c’è di tutto!)
  • Affittate un motorino (non tutti ve lo affitteranno perchè non si potrebbe) o prendete un ‘taxista privato’ e visitate la periferia della città: a Mingun potreste andare anche con il battello ma vi perdereste tutto il resto: la strada che passa per Ya Da Nar Gu fino a Sagaing e la collina di Sagaing costellata di pagode dorate e luccicanti sotto il sole, nonchè il folclore tradizionale dentro cui inevitabilmente si passa percorrendo quelle strade!
  • Andate a cenare al Shan Ma Ma: i tavoli sono sistemati sulla strada e al posto non dareste un centesimo, ma i piatti birmani sono ottimi!
    Tramonto dall’U Bein Bridge
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    Mingun

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    Pagoda Hsinbyume

Bagan: uno dei siti di maggior interesse dell’Asia, vero gioiello del Myanmar vi lascerà senza parole per la sua vastità, inimmaginabile e indescrivibile a parole.

  • Anche qui il consiglio è quello di affittare i motorini (si trovano facilmente quelli elettrici) e perdervi -facendo attenzione a non perdervi per davvero- tra le pagode. Personalmente ho apprezzato maggiormente quelle scoperte per caso, magari più piccole e i cui possessori delle chiavi erano famiglie che vivevano accanto, piuttosto che quelle citate dalla guida. I templi più famosi sono certamente più maestosi e adornati di affreschi e statue, ma all’interno ci si ritrova a condividere gli spazi con altri turisti ed esternamente bancarelle che vendono batik e collane sono ovunque. Certamente questi ultimi sono belli, ma le pagode più piccole, buie, familiari e isolate mi hanno trasmesso emozioni ben maggiori!
  • Ammetto che non penso sia più possibile, ma io avevo chiesto a un locale se poteva farmi salire su uno stupa per ammirare quella distesa surreale dall’alto, magari al tramonto. E così lui aveva fatto. In cambio avevo comprato da lui un dipinto di sabbia per pochi centesimi. Ora non so se sia ancora fattibile in quanto questa estate il sito di Bagan è entrato a far parte del Patrimonio UNESCO (World Heritage Site), ma hanno costruito una torre da cui, dicono, la vista è ugualmente molto bella!

    sdr
    piana di Bagan
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Piana di Bagan

Lago Inle: questo è esattamente il posto in cui si può sostare due o tre giorni per un po’ di sano relax. Lasciate che il tempo si fermi e godetevi il paesaggio, le risaie verdi smeraldo, la placida distesa d’acqua disseminata di orti galleggianti e i villaggi costruiti su palafitte.

  • Per fare una gita in barca sul lago il consiglio che ovviamente vi do è quello di evitare i giri turistici o i pacchetti già confezionati. Nella realtà noi abbiamo faticato parecchio a farlo: avevamo contattato un pescatore locale e chiesto a lui se ci portava a fare una giro sulla sua imbarcazione, ma ben presto ci siamo accorti che anche lui, apparentemente slegato da qualsiasi associazione, si era facilmente adeguato alla macchina del turismo e ci voleva portare in tutte le manifatture galleggianti (lavoratori delle foglie di loto, orafi, produttori di sigari…). Ovviamente ogni posto che vedrete è sì turistico ma anche interessante, però vi consiglio di arrivare dal vostro barcaiolo con le idee già chiare su quello che volete vedere in modo da non lasciargli troppo margine di decisione! Il lago è comunque molto bello e, se la giornata vi regalerà il sole, i colori e i riflessi della luce (soprattutto al tramonto) saranno indimenticabili!
  • Volendo fare qualcosa di diverso vi consiglio inoltre di affittare le bici e fare un giro intorno al lago per conto vostro: i paesaggi che vedrete vi piaceranno e rilasseranno ed è probabile che incontriate persone locali ancora non abituate ai turisti. Fermatevi, chiacchierate con loro, fatevi raccontare (anche a gesti) come vivono… non ve ne pentirete!
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    Pescatore sul lago Inle
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    risaie sul lago Inle

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    palafitte sul lago Inle

Volendo infine dare un suggerimento sulle notti, in tutto il Myanmar esiste la catena “Ostello Bello”. Noi siamo stati lì a Mandalay e a Nyaungshwe (sul lago Inle) e ci siamo trovati bene!

Scriverei ancora molto sul Myanmar, a partire dai sorrisi sempre presenti sui volti delle persone, al loro senso di ospitalità che li porta a donare a te, sconosciuto, tutto quel poco che hanno; dalla magia respirata in alcuni luoghi alla semplicità e naturalezza del loro modo di vivere. Mi dilungherei però troppo e qui vi avevo promesso che avrei scritto solo alcuni semplici consigli di viaggio.
Rimando quindi tutto il resto ad un altro articolo e per il momento vi auguro buona lettura e… buon viaggio!

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