La mia passione in un’intervista

Sette mesi fa, uscendo da un periodo che ci aveva travolti in maniera inaspettata costringendoci a passare mesi e settimane completamente fermi e spaesati, ero stata intervistata da Marco di Non Solo Turisti, sul tema del viaggio.
In quella primaverile mattinata di maggio, dopo mesi di lockdown e assenza di viaggi, parlare di una delle mie passioni più grandi mi aveva trasmesso forza e una grande speranza che presto saremmo tornati a viaggiare.
Ora, a distanza di mesi apparentemente tutti uguali ma nella realtà tutti diversi, ripenso alle parole scambiate con Marco e a quello che ho vissuto nei mesi seguenti.
E tutto sommato sono contenta.
Sono contenta perché sono riuscita a viaggiare ugualmente anche se in maniera diversa, documentandomi e leggendo decine di libri.
Sono contenta perché ho scoperto qualche pezzo in più della mia città e qualche angolo della mia regione che ancora mi era sconosciuto.
Sono contenta perché ho scoperto regioni e luoghi di Italia che erano sempre stati messi in secondo piano nella lista dei miei viaggi.
Sono contenta perché ho rivisto città a me familiari cambiando prospettiva, soffermandomi sulle piazze meno centrali o spendendo minuti e ore dentro piccoli negozi che solitamente non avevo mai notato. Avere occhi diversi e cambiare prospettiva a volte può essere rigenerante!
Sono contenta perché ovunque io sia andata ho chiacchierato e imparato qualcosa di nuovo dalle persone del luogo, che non devono essere per forza Vietnamiti o Peruviani, a volte il proprietario di una malga tirolese può insegnarci molto di più!
Sono contenta perché non ho preso aerei ma ho riscoperto la bellezza dei treni e della macchina ma soprattutto della bici e dei miei piedi, il mezzo più bello che abbiamo a nostra disposizione!
Sono contenta perché ho assaggiato prodotti locali e mi sono fatta consigliare da proprietari di malghe isolate che mi hanno raccontato le loro storie le loro ricette.
Sono contenta perché i ricordi e souvenir che ho portato a casa sono stati italiani, piccoli oggetti prodotti artigianalmente da famiglie che vivono di quello.
Sono contenta perché, nonostante tutto, questo nuovo modo di viaggiare, lento e casalingo, mi ha insegnato moltissimo!

Ecco allora, condivido solo ora l’intervista fatta a maggio scorso.
Chissà se anche a voi, ascoltandola, farà ripensare a quei piccoli ma importanti viaggi che avete fatto in questi mesi?
Buon ascolto!

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