Dieci consigli per la mia Venezia!

Venezia.
Tante volte, in queste settimane, mi sono ritrovata a pensare a questa città.
Nonostante ci vada spesso e ci sia stata da poco, rimane uno di quei posti in cui tornerei sempre e che mi manca non appena me ne separo.
E così, a forza di pensarci, ho deciso di scrivere quell’articolo a cui avevo spesso pensato ma che non avevo, alla fine, mai scritto.
Ecco dunque le dieci cose che a mio parere bisogna fare quando si passano almeno due o tre giorni a Venezia.
Comincerò dalle esperienze più classiche ma che comunque non possiamo farci mancare a Venezia, poi, successivamente, vi racconterò quelli che reputo i miei posti del cuore e le esperienze che, a mio avviso, bisogna fare.

1. Il primo consiglio è quello di visitare Venezia camminando. E vi dico questo per due motivi: perché i battelli dell’ACTV costano moltissimo e perché Venezia va vista e va vissuta camminando. Se proprio volete fare l’esperienza di andare in ‘battello’ vi consiglio di utilizzarlo per andare a vedere le isole di Murano e Burano oppure di prendere il vaporetto che naviga su tutto il Canal Grande (la linea 1) in modo da poter vedere i bellissimi palazzi di Ca Rezzonico, Ca d’Oro… dal canale, prospettiva che altrimenti difficilmente riuscireste ad avere. In fondo, aspettare un vaporetto sulla banchina galleggiante ha il suo fascino!
(Per avere informazioni sui biglietti dei vaporetti: http://actv.avmspa.it/it)

2. Il secondo consiglio è molto classico: andare a vedere i luoghi più famosi! Strano leggere queste parole da una come me che si è sempre reputata viaggiatrice ma non turista, però per Venezia è diverso! Tutti quanti dobbiamo, almeno una volta nella vita, affacciarci dal ponte di Rialto, soffermarci qualche minuto in Piazza San Marco (in questo periodo, senza folle di turisti, è qualcosa di assolutamente anomalo ma spettacolare!) e camminare lungo la Riva degli Schiavoni. Bisogna, e fidatevi di me, non ne rimarrete delusi!

3. Il terzo consiglio si allaccia bene al secondo: percorrere la Riva degli Schiavoni nella sua interezza, da piazza San Marco fino alla punta opposta, l’isola di Sant’Elena (cambia nome ma la passeggiata rimane la stessa!)
Camminando vi accorgerete di come il paesaggio cambi tantissimo, da palazzi imponenti fino ad arrivare al Parco delle Rimembranze, uno dei posti a cui sono più affezionata. Mentre percorrete la Riva, voltatevi indietro ogni tanto e guardate che cosa vi lasciate alle spalle: i panorami saranno ogni volta diversi!

4. Dopo aver accennato al Parco delle Rimembranze non posso quindi che passare al quarto consiglio, ossia cercare le zone verdi. Proprio così, perchè anche se nascosti, i parchi e i giardini ci sono anche a Venezia e sono proprio i posti più adatti per delle camminate in cui si vuole riflettere e magari stare per conto proprio.
Oltre alla già citata punta orientale (Sant’Elena), un’altra bella zona è quella all’interno dei giardini ex reali, a due passi da piazza San Marco, molto curata e romantica e che vi consiglio vivamente di vedere.

5. Quinto consiglio è quello di godersi il panorama della città dalla terrazza sopra il Fondaco dei Tedeschi. Questo palazzo, situato ai piedi del ponte di Rialto (lato opposto a quello del mercato) per tanti anni è stato il palazzo delle Poste Italiane finchè, nel 2008, è stato comprato da Benetton che ne ha fatto un centro commerciale di lusso con ristrutturazione  dell’architetto olandese Rem Koolhass.
All’ultimo piano, dalla terrazza, se si ha la fortuna di una giornata limpida e tersa si gode di una bellissima vista su Venezia!
Il consiglio è quello di andare alle 10 del mattino, quando apre, perché poi si rischia di trovare troppa gente, oppure, soprattutto nei weekend, di prenotare sul loro sito https://www.dfs.com/it/venice/t-fondaco-rooftop-terrace.

6. In una calda giornata di sole, quale miglior posto in cui rilassarsi per qualche minuto se non sulla Punta della Dogana? Ebbene sì, questo posto, seppur privo di panchine (è proprio quello il bello!) vi offrirà un’ottima scusa per riposare le gambe un momento, lasciandole “penzolare” sull’acqua, e osservare tutti i movimenti di gondole, motoscafi e vaporetti che navigano nella laguna veneta.

                                                      Burano

7. Non potrei scrivere di Venezia senza consigliarvi anche di visitare le altre isole, in particolar modo Burano, senza dubbio la mia preferita per le sue case di tutti i colori. Queste devono la loro bellezza ai pescatori che decisero di colorarle una diversa all’altra per riconoscerle più facilmente al loro rientro nelle giornate di fitta nebbia.
Che dire… il loro arcobaleno di colori mette allegria!

8. Con l’ottavo consiglio ci spostiamo sul fronte gastronomico: se proprio volete andare al ristorante fatelo, ma fatelo una sola sera. Per tutte le altre sere vi consiglio di andare in giro per cichetti e scoprire i bacari meno turistici. I bacari sono locali molto simili ai bar, dall’interno piccolo e occupato principalmente da una lunga vetrina in cui vengono esposte tutte le proposte della cucina, i cicheti appunto. Il nome bacaro deriva da Bacco, il dio del vino, e questo… la dice lunga!

                       Baccalà mantecato

9. Continuo dal punto otto per consigliarvi di provare i piatti e i cicheti tipici. I cicheti sono piccoli assaggi che vengono solitamente serviti con un buon bicchiere di vino (un’ombra), ma attenzione a non confonderli con degli stuzzichini classici, cosa che spesso servono nei bar più turistici e frequentati.
I veri cicheti sono infatti quelli della tradizione lagunare e scoprirne la loro storia e origine ve li farà apprezzare ancora di più!
Ecco dunque alcuni tra i cicheti che consiglio maggiormente:   
– seppioline al nero con polenta bianca, quella tipica veneta;
– baccalà mantecato (in assoluto uno dei miei piatti preferiti!);
– sarde in saor, ossia sarde con una salsa a base di cipolle e aceto, molto saporite, per questo vi consiglio di non esagerare ma di assaggiarle prima e poi vedere se prenderne altre;
– fondi di carciofo, provare per credere…!
…e tanti altri di cui però non vi parlo perché il bello sta proprio nello scoprirli per conto proprio o, ancor meglio, parlando con i proprietari dei bacari che ve li illustrano spiegandovene la storia e i segreti della loro cucina.

10. Infine, un ultimo consiglio (per adesso!) che si collega a quello precedente: parlate con la gente locale, chiacchierate con i proprietari dei negozi, dei bacari, dei ristoranti… cercate i posti meno turistici e fatevi raccontare le loro storie, siate curiosi, domandate, abbiate voglia di scoprire… Non nego che inizialmente sarà molto difficile la comprensione di quello che vi verrà detto a causa del loro dialetto molto stretto, soprattutto se si tratta di persone non abituate ai turisti, ma pian piano imparerete la bellezza anche di questo!
Ricordo ancora quando, proprio parlando con i proprietari e gestori di un bacaro “sperduto” nel quartiere di Cannaregio, questi mi hanno insegnato la differenza tra il chiedere un bicchiere di vino e un’ombra de vin e tra un bicchiere di spritz e una pallina… una cosa che non dimenticherò mai!

Insomma, arrivata alla fine dell’articolo mi rendo conto che ho scritto meno della metà di ciò che avrei voluto consigliarvi… Vi scriverò ancora? Non lo so, ma di una cosa sono certa: Venezia è magia, e dove c’è magia le parole possono arrivare solo fino ad un certo punto!

Puoi leggere gli altri miei articoli di Venezia qui:
https://parolediviaggi.com/category/europa/italia/veneto/

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