Il mondo attraverso i loro occhi

Non ho più scritto.
Non ho più scritto perchè la vita mi ha travolto.
La vita ci ha travolto.
La vita ci ha stravolto.
Il mondo è impazzito e chissà se i suoi abitanti se ne stanno accorgendo davvero.
Il mondo è impazzito e noi stiamo fermi.
Il mondo è impazzito e ogni giorno lo leggo nei piccoli occhi luccicanti dei miei bimbi.
Nelle loro domande, nelle loro paure, nel disorientamento che invade le loro testoline.
Chiedono, vogliono sapere, vogliono capire.
E poi cercano di trovare le soluzioni. I bambini cercano sempre le soluzioni. Per tutto.
Vorrei fermare quella speranza che esce a cascate da dietro le loro mascherine.
Vorrei trattenere la voglia di cambiare il mondo che hanno loro per donarla a tutti coloro che non hanno la possibilità di vederla attraverso i loro sguardi. Per tutti quelli che la speranza l’hanno persa da tempo.
Vorrei portare quelle dolci voci, piene di vita, di amore e di desiderio di bellezza ai piani alti.
Vorrei portare quelle domande in Parlamento.
“Maestra ma tu non ci dici che per risolvere i litigi la violenza non serve?” chiede la prima manina alzata.
Non mi danno il tempo di rispondere che subito altre sei, sette, dieci, quindici manine si alzano.
“Perchè quegli adulti non parlano e trovano un accordo?”
“E perchè il governo italiano dà le armi invece di cercare di far fare la pace alla Russia e all’Ucraina?”
“Ma maestra, le armi non servono a fare la guerra? E allora perchè continuano a costruirle?”
Io non rispondo.
Li guardo. Li guardo e alimento quella voglia immensa di giustizia e di pace, quella piccola fiamma che scaturisce forte dai loro cuori.
Sostengo le loro idee.
Sostengo i loro progetti.
Le loro parole sono importanti. Non possono rimanere chiuse tra le quattro mura della nostra classe.
“Non vi stancate mai di dire quello che pensate, di affermare quello in cui credete.” ripeto come un mantra.
Scrivono delle poesie. A sette anni inventano poesie piene di dolcezza e bellezza.
“E se le unissimo e facessimo un libro?” propone M.
“Maestra, facciamolo, così poi vendendolo ricaviamo dei soldini da dare ai bimbi che hanno dovuto lasciare le loro case…” continua B.
“Oppure possiamo farlo anche solo per trasmettere un po’ di gioia a chi le legge.” afferma G.
Posso dire di no?
Io rispondo di sì a tutto, e poi torno bambina per poter trasformare in realtà i loro sogni.
Per poterlo fare con loro, con il loro entusiasmo.
Fiumi di parole che si seguono una dietra l’altra, che abbattono muri, che costruiscono ponti.
Scie di sogni che chiedono solo di avverarsi.
Desideri che nascono, paure che crollano.
Loro, che da più di due anni (e lo ricordo, di anni ne hanno solo 7), vivono dietro una mascherina e si prendono per mano solo dopo essersele lavate accuratamente.
Loro che sorridono sempre, perchè sanno che è l’unico modo per stare di fronte a questo pazzo mondo. L’unico modo per sconfiggere il covid, quel brutto re con la corona che non ci vuole lasciare; l’unico modo per poter star di fronte ad una guerra che ci sembra così vicina.
L’unico modo per poter accogliere quel nuovo compagno che forse arriverà da noi e che non saprà una parola di italiano.
Loro che sono tutto quello che noi adulti abbiamo dimenticato.
Loro che quando mi vedono mi abbracciano stretta e non mi lasciano finchè non faccio loro il solletico. Che mi vogliono bene e non hanno vergogna di ripetermelo anche cento volte in un giorno.
Loro, così piccoli, ma che mi insegnano a vivere ogni giorno.
Loro, che di fronte a questo pazzo mondo non smettono di ridere.

Abitanti di questo mondo, grandi di questo mondo, fermatevi.
Guardateli. Rivolgete il vostro sguardo a loro.
Fermatevi.
Ve lo chiedono loro. Loro, che sono il nostro futuro ma a cui voi volete negarlo.

8 pensieri su “Il mondo attraverso i loro occhi

  1. Nathalie Rey

    Ciao Cecilia,
    Sono Nathalie, la compagna di Umberto Nacamuli. Conosco i tuoi genitori, anche ho avuto l’occasione l’anno scorso di salutare il tuo fratello.
    Come te, faccio la maestra in Svizzera per bambini della stessa età. Sono stata commossa leggerti. I bambini sono così semplici, ci insegnano molto.
    Grazie per le tue parole, sono molto toccante. Buon proseguimento.
    Nathalie Rey

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