Con le ali ai piedi fino al Musinè!

Vi è mai capitato di sentire il bisogno di fare qualcosa in particolare? Magari qualcosa che sapete vi costerà fatica ma che avete la necessità di fare, per un motivo o per un altro?…
Come svegliarvi alle 7, anche se è domenica, solo per salire in cima ad un monte?
Se non vi è mai successo, è solo questione di tempo! …E sono proprio quelli i giorni in cui bisogna ascoltare quello che il vostro corpo vi chiede di fare… perchè è vita, vita, vita… è la vita che vi sta chiamando!
Domenica 10 marzo, il CAI UGET festeggiava il centenario della sua fondazione: gita al monte Musinè (i più eroici sono partiti da Torino all’alba!), messa e pranzo in vetta, a ricordare la prima gita fatta con il gruppo.
E così, sveglia alle 7.30, in macchina fino a Caselette (noi che siamo già eroici se siamo riusciti ad ascoltare la sveglia!), e poi si parte: direzione la croce sulla cima!
La giornata è splendida, il cielo è azzurro e terso rispetto alla nebbia che ci ha svegliato la mattina in città, il clima caldo, forse troppo pensando che siamo al 10 di marzo, i sorrisi sono al posto giusto sulle labbra di tutti e le montagne innevate creano, con i loro profili, la cornice perfetta a quel quadro.
Ma lo spettacolo più affascinante è senza dubbio guardarsi intorno e vedere tutta quella gente camminare: anziani, giovani, uomini, donne, papà con i figli sulle spalle, bambini, intere famiglie con tanto di cani… tutti salgono per una sola ragione, che non è per forza il centenario del Cai, è la ragione di ognuno di noi, singola, personale.
C’è chi sale ignaro dell’organizzazione, mosso semplicemente dal voler fare una gita; c’è chi aspira alla vetta solo per una conquista personale, una sfida con se stesso, magari in memoria di quando, da giovane, non aveva problemi a farla; c’è chi cammina con l’orologio in mano, accelerando il passo man mano che le lancette si avvicinano alle 11.20, ora del discorso del presidente della fondazione.
Ognuno ha la sua ragione, ognuno segue il proprio scopo, la propria meta, ma tutti camminano. Qualcuno va veloce, qualcuno più lentamente, qualcuno persino corre, così come invece qualcuno si ferma a bere o a riposarsi qualche minuto seduto su un masso; ma nessuno torna indietro, sconsolato. Tutti camminano, tutti proseguono, nessuno si arrende.
Ed è quella la cosa più bella: file di persone che camminano nella stessa direzione, una montagna che in poche ore acquista vita, una vita così intensa che in poche occasioni conosce…
E poi raggiungere finalmente la vetta, con la croce possente in cima,
così grande in confronto a quanto piccola sembrava solo due ore prima…
Pochi minuti per riprendere il fiato, quindi il presidente del Cai dedica due parole al centenario e lascia poi la parola ad un prete, che salito anch’egli fin lassù, celebra la messa. Un “altare” di pietra, del pane spezzato, il coro del Cai e qualche masso su cui i più stanchi si riprendono dalla fatica fatta.
“Evito di dilungarmi sull’omelia, perchè sarebbe come regalare l’acqua quando piove… oggi, qui, sarebbe superflua: guardatevi intorno!” ci dice.
Poche semplici parole. Però la gente segue il suo consiglio, si guarda intorno: il sole caldo illumina le montagne innevate, l’azzurro del cielo contrasta il verde dei campi e delle colline, la Sacra di San Michele sembra quasi piccola in confronto alla grandezza dello spettacolo che si può ammirare.

 

A messa conclusa il clima si fa ancora più familiare, è un giorno di festa e molti decidono di condividere cioccolatini, vino, caffè e spumante prima di ripartire per la discesa.
Giornata stancante ma intensa. Come dev’essere, come devono essere le giornate di tutti, magari stancanti, ma intense.
Stancanti ma intense. 
Perchè in fondo così deve essere la vita, forse stancante ma intensa, sempre. 
Fermatevi a pensare: avete una passione? Avete mai seguito un vostro istinto, seppur un po’ folle, per poter portare a compimento qualcosa in cui credevate fermamente? 
E dopo? Stanchi, sì, ma non eravate soddisfatti? 
Stanchi, ma soddisfatti. Pieni. Lieti. Felici. 
Felici di aver dato retta alla vita. Lieti di aver ascoltato il vostro corpo. Pieni di bellezza. Soddisfatti perchè quello che avete ottenuto ripaga di gran lunga la fatica fatta. 
Così bisognerebbe vivere. Cogliere ogni proposta al volo, vivere ogni istante, ogni giorno. Fare ogni giorno qualcosa per la prima volta. 
 
Come questa volta. La gita al Musinè non era nuova quasi per nessuno, eppure erano tutti lì, insieme. Tutti mossi, tutti per la prima e unica volta, a festeggiare il centenario del Cai!
 

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