Wanderlust: what does it mean?

Ultimamente mi sono spesso ritrovata a pensare a che cosa significasse per me viaggiare, mi sono confrontata con amici dai pareri molto diversi dai miei e spiegare quello che sento e provo non sempre è stato facile e immediato.

Per questo ho preferito scrivere, perchè come sempre, ogni volta che impugno la penna (ebbene sì, la tastiera non è ancora riuscita ad avere la meglio su di me!) i miei pensieri diventano subito più chiari e riesco a mettere ordine in quello che provo come se nulla fosse. 

Che differenza esiste tra vacanza e viaggio?
Per molti vacanza significa non lavorare. Togliere la sveglia e potersi concedere il lusso di dormire fino all’ora che si preferisce. Significa stare in panciolle sul divano mangiando grandi fette di anguria e godendosi il piacere di non pensare a nulla, o al massimo abbandonarsi a pensieri frivoli, di poco peso, di poca importanza. Per queste persone vacanza significa relax. Zero pensieri e zero stanchezza. Per loro l’importante è stare in un bel posto, possibilmente al mare, farsi selfie sulla spiaggia o a bordo piscina, cospargersi di creme abbronzanti e conoscere nuove persone con cui bisogna a tutti i costi divertirsi.

Poi ci sono le persone che non amano stare in panciolle tutto il tempo, che ripetono che amano viaggiare ma che in vacanza vogliono comunque rilassarsi… Sono quelle che si organizzano brevi viaggetti in cui mischiano il relax alla cultura, le grosse fette di anguria sulla sdraio alla visita di un museo o alla gita fuori porta. 

Insomma…”Viaggiamo sì, ma rilassandoci! Siamo in vacanza dopotutto” è la risposta che mi da la maggior parte di loro. E questa è la fetta maggiore delle persone. I ‘viaggiatori estivi’ li definirei. Perché, fondamentalmente, non hanno l’esigenza di viaggiare ma amano vedere posti diversi, se ne hanno la possibilità.

E poi ci sono quelli come me, una minoranza se pensiamo che su questa terra siamo più di 7 miliardi di persone. Quelli come me aspettano le ferie solo per una cosa: viaggiare. Rilassarsi non fa per loro e, come dicono tutti, alla fine di un viaggio avrebbero davvero bisogno di una vacanza per riprendersi… ma la verità è che per chi ama così tanto viaggiare, farlo stancandosi, saltando ore di sonno, camminando per ore e dormendo in situazioni più precarie che sicure, ecco.. questo per loro significa rilassarsi. Entrare in diretto contatto con la realtà che li circonda, conoscere davvero quel posto, viverlo, gustarlo, annusarlo. Chi ama viaggiare così non se ne fa nulla di andare dieci giorni su una spiaggia caraibica se poi lì non può vedere nient’altro. Viaggiare significa toccar con mano la libertà, e questo si può fare solo così, spingendosi oltre, oltrepassando i propri limiti.

“Life begins at the end of your comfort zone” diceva Neale Donald Walsch.. e questo riassume tutto. 

Ecco, questo è quello che penso io. Il mondo è troppo grande e noi abbiamo una vita soltanto per vederlo tutto… non dobbiamo perderne nemmeno un istante!

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