Islanda: come ritrovare se stessi

Un mese fa, in seguito alla pubblicazione di questo articolo su Non Solo Turisti, son stata intervistata da Beppe Sorbara su Radio Stonata, all’interno della rubrica “Il Viaggio”.
E’ stata un’esperienza molto bella e divertente che spero di poter replicare al più presto!

Di seguito quindi ecco l’articolo e il podcast della mia intervista…

Buona lettura e buon ascolto!
https://archive.org/details/PodcastViaggioIslanda

Islanda: come ritrovare se stessi

Viviamo in un mondo in cui avere gli occhi sempre pieni di persone, edifici e automobili è diventata la normalità, e così finiamo per stupirci quando, facendo una passeggiata in montagna, per qualche ora rimaniamo soli e immersi nella natura.

Ho viaggiato molto e spesso anche con l’obiettivo di prendere del tempo per me, di godere dei paesaggi e di entrare in contatto con il mondo, e non per forza con le persone.

Quasi sempre però non riuscivo nel mio intento e mi facevo travolgere da tutto il resto: incontri inaspettati, persone locali che mi insegnavano le loro tradizioni, templi, pagode e rovine a testimonianza di una storia ormai passata. Ogni volta ho imparato qualcosa e vissuto esperienze uniche ma, ripensandoci ora, non sono mai riuscita a raggiungere l’obiettivo che ogni volta mi prefiggevo prima di partire.

L’Islanda invece è stata per me una rivelazione ed è questo il motivo per cui sono qui a parlarvene.

Ebbene sì, perchè a volte per riprendere il contatto con noi stessi, fuggire dagli impegni e dalla solita routine e liberarsi da quello stress che ci incatena sempre più stretti, non è necessario andare in Asia e diventare buddisti. O chiudersi in monasteri tibetani dove i ritmi e le giornate sono scandite da pratiche di yoga, momenti di meditazione e lezioni sul controllo del nostro respiro.

No, a volte basta tornare all’origine, cercare la natura.

Ecco, ero in Islanda con altre 17 persone in un viaggio semi-organizzato. Nessun momento di meditazione nè, tanto meno, lezioni di respiro/dieta/concentrazione.
Nulla di tutto ciò. Eppure sono riuscita a rilassarmi e prendere del tempo per me ugualmente. Come? Il contatto con la natura. Ritmi lenti, spazi enormi, natura incontaminata, bellezza.

Ma si può fare anche fermandosi una sola settimana? Sono qui apposta per dirvi che sì, basta seguire alcuni semplici passi…

1. Visitate Reykjavík l‘ultimo giorno, proprio prima di partire. L’Islanda non è città, l’Islanda sono i paesaggi e le strade interminabili senza incrociare una macchina (o quasi!)… Nella capitale vive più di un terzo della popolazione islandese e, date retta a me, se potete evitare di vedere semafori e vivere nel traffico per qualche giorno… fatelo!

2. Dormite nei cottage isolati di Hörgsland, una frazione di Kirkjubæjarklaustur (paese, tra l’altro con il nome più lungo del mondo!) A parole risulta difficile spiegare il motivo di questo consiglio, bisognerebbe semplicemente andare là e vivere la situazione.
Voi, il vostro cottage, una piscina calda vicino al terrazzo e nient’altro. All’orizzonte solo natura incontaminata, distese di muschio e qualche folletto.

3. Andate a Jökulsárlón. Questa laguna, creatasi dallo scioglimento del Breiðamerkurjökull, una lingua del ghiacciaio Vatnajökull, a sud dell’Islanda, vi trasmetterà un senso di pace e di profonda completezza.
Fermarsi di fronte a quella maestosità, respirare a fondo e lasciare che la bellezza entri nei vostri occhi fino a farvi commuovere vi farà pensare a quanto sarà valsa la pena essere andati fino in Islanda. Lasciatevi semplicemente travolgere da quelle sensazioni: le emozioni che proverete saranno qualcosa di indescrivibile a parole!

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4. Camminate su Reynisfjara beach. La sabbia nera sotto le scarpe, le forti onde che si abbattono sul bagnasciuga, l’orizzonte immenso davanti a voi e il ghiacciaio alle vostre spalle. Vi direi di fermarvi a guardare le decine di turisti che, incuranti della pericolosità di quel mare gelido, sfidano la sorte ogni minuto per farsi un selfie… ma vi distoglierei dall’obiettivo per cui sto scrivendo. Guardateli pure ma poi tornate a voi stessi e all’impetuosità e bellezza della natura… è decisamente meglio!

5. Lasciate la macchina e provate a percorrere alcuni pezzi di strada in bici, o a piedi.

Respirate quell’aria pura, ascoltate il silenzio, catturate più immagini possibili di quella natura così perfetta con i vostri occhi. Le emozioni che vivrete saranno uniche e solo vostre!

I consigli potrebbero ancora continuare all’infinito.

Islanda è prima di tutto natura, sempre immensa, ogni volta diversa… e dove trovare la pace dipende solo dalla vostra predisposizione.

Camminate ai bordi dello Skaftafell Glacier o del Sólheimajökull Glacier, passeggiate sulla Diamond Beach, lasciatevi affascinare dalle scogliere e dai faraglioni di Vik, fermatevi ore ad osservare i movimenti di Geysir, che come un gigante sembra respirare sotto i vostri piedi, correte sotto le cascate che senza sosta si gettano dalle montagne con tuffi di 30 o 60 metri (Seljalandsfoss e Skógafoss sono tra le mie preferite e se siete fortunati vi godrete anche un bellissimo arcobaleno!)… scoprite luoghi nuovi e lasciatevi stupire dalla loro bellezza.

Ecco. Ci sono posti che non sembrano nemmeno appartenere a questo pianeta. E invece, non solo esistono, ma possono inaspettatamente salvarci da quella parte di noi stessi che a volte prende il sopravvento.

Programmate un viaggio in Islanda e non vi preoccupate se non riuscite ad organizzarlo come vorreste. Una volta là, tutto verrà da sè. Lasciatevi guidare dalle vostre sensazioni, liberate la mente dalla solita routine, permettete a quanta più natura di entrare. Create spazio. Lasciatevi stupire. Vivete ogni emozione.

E se non avete il tempo di organizzare il vostro viaggio, StoGranTour è li apposta. Ha tanta esperienza, ama l’Islanda e aspetta solo voi!

Buon viaggio.
Buona avventura.
Buona scoperta, dell’Islanda e di voi stessi!

4 pensieri su “Islanda: come ritrovare se stessi

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