In moto intorno al Monte Bianco!

Nell’estate appena conclusa ho avuto la fortuna di poter approfittare di alcuni bei weekend di sole per esplorare le montagne che ci circondano in sella ad una moto. Le due ruote mi hanno sempre molto attirato, sin da quando, nel lontano 2008, avevo girato le Cinque Terre su uno scooter.
Penso che in sella ogni prospettiva del viaggio cambi; sicuramente ci perdi in comodità, in macchina puoi rilassarti rimanendo al caldo o al freddo a seconda del microclima che artificialmente decidi di riprodurre nell’abitacolo, ma guadagni in tutto il resto.
In moto vivi la strada, senti le curve, respiri i profumi della natura, percepisci ogni minimo cambiamento atmosferico, il sole che caldo ti batte sulla schiena, la nuvola di passaggio che per un momento ti regala qualche brivido, il vento forte che lotta con il tuo casco e la pioggia che pian piano si impossessa di tutti i tuoi vestiti. Certo, scomodo. Ma sicuramente più vero. E voi sapete come la penso… perchè un viaggio possa ritenersi tale deve essere vissuto in tutti i suoi aspetti, facendoci entrare in contatto diretto con la realtà che ci circonda.

Avendo dunque avuto la possibilità di salire in sella per qualche weekend, potevamo forse non approfittarne per andare a conoscere meglio le nostre Alpi?

Così, dopo giorni passati a sfogliare riviste che consigliavano giri in moto in ogni dove, dal mare alla montagna, dalla Francia alla Grecia, abbiamo optato per qualcosa di vicino e deciso al momento, sulla base di meteo e istinto personale.

E così, un caldo sabato mattina di agosto saliamo in sella al nostro bolide direzione Colle del Moncenisio (2083 m.s.l.m). Per chi non ci fosse mai stato la strada è molto bella e la vista che si gode appena si raggiunge il colle è qualcosa di unico! Forse sono di parte perchè sono da sempre innamorata dei colori che il lago riflette quando il sole gli si tuffa dentro, ma penso di poter dire, abbastanza oggettivamente, che se non ci siete mai stati, vale la pena andarci in giornata!

Qualche weekend prima eravamo già saliti al colle e avevamo passato lì la notte in tenda, così questa volta ci concediamo solo una breve pausa per sgranchirci le gambe,  aggiungere uno strato sotto la giacca (l’aria è bella frizzante nonostante sia agosto!) e bere un buon caffè!

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Colle del Moncenisio

Scendiamo sul versante francese quindi, arrivati a Lanslebourg Mont-Cenis, svoltiamo a destra seguendo le indicazioni per il Col de l’Iseran (2770 m.s.l.m), il valico automobilistico più alto di Francia e d’Europa. La strada diventa da subito molto bella (o meglio, continua ad esserlo, perchè anche i tornanti in discesa dal Colle del Moncenisio non erano niente male!), il panorama che si gode è immenso e di fronte a noi le montagne sembrano toccare il cielo pungendolo con i loro ghiacciai, piccoli, ma comunque di un bianco brillante!

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Al Col de l’Iseran ci sono solo una piccola chiesetta e un rifugio, ma ancora non è momento di pranzare quindi, dopo una breve sosta e tantissimo vento preso, decidiamo di proseguire verso Val d’Isère.
Questa cittadina mi colpisce da subito perchè è completamente diversa da quello che mi aspettavo e la gente riempie le strade, probabilmente complice la festa tradizionale per cui tutte le vie sono allestite con street food locale, bancarelle e gente che passeggia vestita a tema medioevale…!

Pranzo con una buona crêpe (anche se un po’ cara… si vede che siamo in Francia!) quindi si riparte! La nostra intenzione è quella di passare la notte al Colle del Piccolo San Bernardo e non vogliamo arrivare troppo tardi.

Anche la strada che collega Val d’Isère al colle è molto bella, i paesaggi sono mozzafiato e ad ogni tornante si aprono panorami nuovi e sempre diversi. La sosta che apprezziamo maggiormente è a La Rosiere, su una piccola piazzola poco prima di entrare nel paese dalla quale ci si affaccia sulle due vallate sottostanti, verso la val d’Isère a sinistra e verso Bourg Saint Maurice a destra.

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La Rosiere

 

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Arriviamo al Colle del Piccolo San Bernardo (2188 m.s.l.m) in tempo per trovare un posto per la notte, goderci l’ultimo sole che illumina il ghiacciaio del Monte Bianco e berci una birra al tramonto.

Il mattino dopo la sveglia è all’alba (come sempre quando si dorme in tenda!) così, dopo una buona dose di caffè decidiamo di salire in sella per non sprecare nemmeno un minuto: vogliamo fare il giro del Monte Bianco!

Colle del Piccolo San Bernardo

Torniamo in Francia ma, anzichè andare verso Bourg Saint Maurice decidiamo di raggiungere Ugine passando per il Col de Roseland (alt. 1968 m.s.l.m.). Qui incontriamo pochissima gente e questo ci fa apprezzare ancora di più la strada, con la vista sull’Aiguille de l’Ermites da un lato e sul Lac di Roseland dall’altro. Ci fermiamo per sgranchirci le gambe e ne approfittiamo per comprare qualche formaggio in un banchetto isolato sul colle.

Dal colle la strada prosegue verso Ugine quindi si passa da Megeve per arrivare a Chamonix Mont Blanc, dove ci fermiamo per il pranzo.
Che spettacolo il ghiacciaio del Monte Bianco visto da questo lato!
Non c’ero mai stata e i miei occhi si fanno facilmente e rapidamente catturare da quell’enorme massa bianca che brilla al sole. Purtroppo ci accorgiamo subito che fa caldo, lo accusiamo sulla pelle e lo notiamo guardando il ghiacciaio che mostra evidenti segni di scioglimento: si vedono infatti tutte le tracce di roccia nuda sulle quali fino a qualche anno fa probabilmente si stendeva quella parte di ghiacciaio ormai ritiratosi. Le temperature, ho letto in seguito, in quei giorni raggiungevano i 10 gradi sulla cime del Monte Bianco (4810 m.s.l.m.).

Il nostro giro è quasi finito, dobbiamo tornare a Torino per cena, così saliamo in sella alla moto e puntiamo verso il colle del Gran San Bernardo (passando per la Svizzera, da Martigny).
Arrivando da un giro in cui nella maggior parte dei colli visti e fatti incontravamo pochissime persone, la folla che ci si presenta al Gran San Bernardo ci fa passare la voglia di fermarci lì a prendere un ultimo caffè, così dopo una breve sosta e due passi intorno al lago, scegliamo di andare, come ultima tappa del nostro giro, direttamente ad Aosta.
Dura poco però, Torino ci aspetta!

Colle del Gran San Bernardo

Scorro su e giù rileggendo le righe che ho scritto e solo ora mi rendo conto di quante cose abbiamo visto in nemmeno 48 ore!
Abbiamo visitato città e paesi, siamo saliti e scesi da colli e montagne vestendoci e svestendoci in continuazione, abbiamo camminato in maglietta ma a volte i due pile sopra la maglia termica non sono bastati a ripararci dal freddo, siamo stati inondati da panorami strepitosi, profumi inebrianti e silenzi talvolta assordanti.
Abbiamo vissuto ogni sensazione e situazione al cento per cento e quello che doveva essere un semplice weekend si è trasformato in una piccola vacanza piena di emozioni e ricordi! D’altronde si sa, lasciare che la vita accada apprezzandone ogni istante e ogni suo aspetto dilata notevolmente il nostro tempo!

Che dire… abbiamo passato giorni a cercare l’itinerario perfetto finchè alla fine, l’itinerario perfetto è stato quello improvvisato.
Perchè in fondo il succo è sempre quello: nessuna pianificazione potrà mai eguagliare una decisione presa seguendo l’istinto.

L’alba al Colle del Piccolo San Bernardo

 

2 pensieri su “In moto intorno al Monte Bianco!

  1. Hai perfettamente ragione, un viaggio in moto offre sensazioni più profonde, più vere. Il contatto con la natura è completo e hai modo di apprezzare ogni sua sfaccettatura, nel bene e nel male :-). Paesaggi spettacolari quelli che avete visto, parte dei quali sono riuscito a godermi anche io (zona Valle d’Aosta)

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