Delta del Po: un mondo da scoprire!

Erano anni che sognavo di andarci, ed erano anni che sognavo di fare un viaggio in bici. L’unione delle due cose, andare sul Delta del Po in bici, è stato dapprima un sogno che lentamente prendeva forma, per poi rivelarsi dopo, una scelta azzeccata e un’esperienza bellissima!

Le foci del Po rappresentano la più vasta zona umida d’Italia e una delle aree d’interesse naturalistico più importanti d’Europa. Estendendosi in due regioni (Veneto ed Emilia Romagna), per un territorio complessivo di 64.000 ettari, qui coesistono infatti oltre 400 specie animali (300 specie di uccelli, 50 di pesci, 10 di anfibi, 15 di rettili e 40 di mammiferi) e quasi 1000 specie vegetali.
Questa grande varietà di flora e fauna è dovuta ai continui cambiamenti che hanno interessato il paesaggio e l’ambiente, il quale, nei secoli, è stato oggetto di continue trasformazioni e che quindi oggi vede boschi e pinete alternarsi a zone umide di acqua dolce o salata o a terreni bonificati e ora coltivati.
Questi continui cambiamenti del paesaggio hanno interessato anche gli abitanti del posto che hanno dovuto adattarsi al mutare delle loro terre, cambiando mestieri, reiventandosi e purtroppo, spesso, trovandosi costretti ad abbandonare le loro case.

Proprio per questa varietà di paesaggi e per l’enorme storia che lo caratterizza, il Delta del Po va percorso lentamente, vivendo ogni piccola porzione di territorio, soffermandosi ad osservare la silenziosa vita degli uccelli e assaporando suoni e profumi che solo la natura sa regalare.
La bici è stato il mezzo giusto per farlo e l’unico che mi sento di suggerire a chi volesse recarsi in quest’area.
In bici infatti abbiamo potuto catturare la varietà di ogni ambiente, entrare nel paesaggio in punta di piedi, senza disturbare uccelli e piccoli animali che in quei posti trovano il loro habitat naturale, parlare con la gente del posto, scoprire la storia delle lagune e conoscere le attività che si svolgevano in passato e quelle che oggi le hanno sostituite.

Abbiamo pedalato cercando di percorrere quante più strade potessimo ma non ci siamo tolti la possibilità di prendere un battello ogni tanto, fermarci ad ascoltare i racconti dei pescatori o rilassarci davanti ad un piatto di cozze appena pescate. E’ stato un modo di visitare e vivere il Delta bellissimo e, in questo articolo, vi racconto alcuni dei posti più belli visti, sperando che possa essere d’aiuto a chi sta programmando un giro proprio da quelle parti!

1. Ponte di barche a Santa Giulia
Arrivavamo da sud, eravamo partiti la mattina da Comacchio, avevamo attraversato con qualche imprevisto il bosco della Mesola ed eravamo arrivati a Goro dove, alle 15.00 di un sabato di metà luglio, ci eravamo ritrovati a cambiare una camera d’aria sotto il sole… Ci aspettavano ancora tre ore di strada prima di arrivare al nostro agriturismo… però non appena siamo arrivati al ponte di barche di Santa Giulia non abbiamo potuto non rimanere affascinati.
Nella sua semplicità infatti il ponte, costruito per permettere il passaggio sul Po di Donzella, colpisce per il colore blu acceso delle barche che lo costituiscono. Un bellissimo benvenuto!

2. Il delta visto dall’acqua e la Sacca degli Scardovari
Una distesa d’acqua dal fondale basso in cui si può ammirare l’attività più diffusa del posto, l’allevamento delle vongole e delle cozze: questo è, in poche parole, la Sacca degli Scardovari.
Noi abbiamo scelto di percorrere un tratto delle sue coste in bici per poi abbandonarci ad un abile guida che ci ha accompagnato in barca ad osservare l’enorme varietà di uccelli e ci ha raccontato in maniera approfondita la storia di quel territorio. Abbiamo così imparato a distinguere le diverse specie di uccelli, siamo passati tra i canneti raggiungendo quello che una volta era il deposito del riso e che ora, invece, è totalmente circondato da acqua salmastra e, probabilmente, è diventato nido per molti animali, abbiamo raggiunto l’isola dell’Amore e visto il faro nuovo (quello precedente ormai non si trova più sulla punta estrema del delta)… Insomma, anche visti dall’acqua questi paesaggi ci sono piaciuti molto!

3. Località e Oasi Ca’ Pisani
Forse perchè era il posto in cui, senza saperne nulla, avevamo prenotato l’agriturismo, forse perchè è realmente un posto in cui la natura fa da protagonista, noi si siamo affezionati molto a tutta la zona compresa tra la Val Pisani e la Valle Scannarello (insomma, il Po di Maistra)! Sottili lingue di terra e stretti argini che corrono come serpenti tra rami del Po; lagune e specchi d’acqua che si alternano come dipinti fino ad incontrare il mare; la spiaggia di Boccasette, classico esempio di scanno (cioè deposito di sedimenti e sabbia portata dai fiumi) in continua evoluzione e casa di tantissimi tipi diversi di conchiglie!
Un posto favoloso! (Così come l’agriturismo Ca’ Pisani, che consiglio vivamente agli amanti del silenzio e della natura!)

4. Pila e le case dei pescatori
Le abbiamo raggiunte in bici e inizialmente ci hanno un po’ delusi, forse perchè arrivavamo da due giorni nelle Valli di Comacchio che ci avevano già mostrato queste particolari costruzioni. Queste casette però, a guardar bene, raccontano molto della storia del luogo e fermarsi a leggerne qualcosa, magari al bar del porto lì vicino, è davvero interessante. Da Pila inoltre si vede la vecchia centrale termoelettrica, inattiva dal 2015, che incombe sul Delta con la sua ciminiera alta 250 metri, a ricordare dove possa arrivare la mente umana: come si fa a costruire una centrale che brucia combustibili fossili in un parco naturale?

5. La via delle Valli
L’abbiamo percorsa il giorno in cui abbiamo deciso di spostarci verso nord, per raggiungere Chioggia, in un’atmosfera umida in cui la pioggerellina fine e la nebbia erano protagoniste. Ecco il motivo per cui non ci siamo goduti a fondo la bellezza di questa strada che, attraversando tutte le valli tra Rosolina mare e Porto Tolle, sembra disegnare un quadro. Percorrerla in bici, seppur con il brutto tempo, è stato comunque emozionante!

6. Spostandosi un po’ più sud, per chi avesse tempo e voglia, consiglio caldamente una visita all’Abbazia di Pomposa e alle Valli di Comacchio, nonchè a Comacchio stessa!
Noi infatti, arrivando da sud, abbiamo avuto modo (o meglio, lo avevamo proprio programmato!) di fermarci tre giorni a Comacchio, uno dei più importanti centri del Delta del Po. Qui infatti i primi insediamenti risalgono agli Etruschi e le popolazioni che da lì in poi si susseguirono furono sempre molto legate all’acqua (Comacchio, un po’ come una piccola Venezia, sorge dall’unione di tredici isolette). E’ stato bello scoprire quei territori parlando con la gente del posto, visitando il Museo del Delta Antico e pedalando tra le Valli e le saline alla scoperta di pezzi di storia e tradizione locale (dalla pesca delle anguille alla migrazione dei fenicotteri rosa…) di cui altrimenti non saremmo mai venuti a conoscenza!

L’Abbazia di Pomposa, al confine con il Bosco della Mesola, merita una visita per la sua bellezza, rimasta immutata nei secoli, ma non solo. Questa infatti si trova all’incrocio del tracciato viario delle vie romee che portavano a Roma dai valichi orientali di Alpi e Appennini e quindi ha da sempre assunto un grande significato per fedeli e pellegrini.

Insomma, per quelli che come noi amano la natura e gli spazi aperti, il Delta del Po è un posto da vedere!
Noi, essendo legati alle vacanze degli insegnanti, siamo andati a luglio, stagione calda e amata anche dalle zanzare (anche se, per nostra fortuna, ancora poche rispetto alla media annuale!), ma siamo rimasti ugualmente affascinati al punto di riprometterci di tornarci… magari in autunno con una nebbia bassa, fitta e suggestiva?
Chissà, per il momento, ci basta riguardare le foto per riportare alla mente ogni bellissimo posto visto!

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